Questo spazio è dedicato a te, qui puoi dare voce ai tuoi pensieri, alle tue riflessioni, ai tuoi sfoghi o semplicemente farti conoscere, dirci chi sei o cosa vuoi.
Manda un video in cui ti esprimi nel modo che ritieni più opportuno.
La redazione visionerà tutti i filmati che verranno poi pubblicati in questa pagina.
Scrivi a: unminutoperte@chinoncamminavola.it

 

I contributi selezionati dalla redazione:

 

Stefano Pietta 14/05/2015

Sono un ragazzo tetraplegico, di giorno lavoro come impiegato informatico per una fonderia di acciai speciali tramite il telelavoro occupandomi in particolar modo di inserimento dati e il pomeriggio e la sera faccio il dj di Steradiodj, la mia web radio, trasmettendo in rigorosa diretta dalla mia abitazione musica di ogni genere, dando notizie di ogni genere ovviamente dando ampio spazio alla disabilità e facendo anche interviste a svariati ospiti, sia virtualmente ma ancor meglio se di persona direttamente in studio.

Qui potete leggere una mia intervista: http://www.lisdhanews.it/di-cosa-parliamo/e/981

 

Maria Rosaria – 18/02/ 2015

Questa è la mia storia e il mio grande impegno sportivo, stroncato rialzato e ristroncato…… per stupide mentalità e per carenze di coloro che pur ricoprendo ruoli di competenze ti lasciano alla deriva …

Cosi nasce la mia passione per i cavalli:

Era un pomeriggio di gennaio, i classici pomeriggi invernali, freddi ma assolati !!!! Insieme a mia madre, un’amica e sua figlia, decidemmo di andare a vedere una lezione di ippoterapia. Mamma aveva sentito parlare di ippoterapia e disabilità e dei suoi effetti benefici; voleva verificare con gli occhi ciò che sentiva dire. Non vi dico che fifa avevo!!!!!! Durante il tragitto, non facevo altro che dire che avevo paura e che non avrei mai provato… Arrivati lì, il maneggio era bellissimo… cavalli ovunque; c’erano grandi campi da maneggio con amazzoni e fantini. In un campo più piccolo c’erano due terapiste che impartivano una lezione di ippoterapia ed attività ludico sportiva ad un ragazzino autistico; il bambino era bravissimo: trottava e galoppava, ammirarlo era un spettacolo!! La cosa iniziò a piacermi. Terminata la lezione le due terapiste si avvicinarono per darci informazioni. Dopo poco venne il momento di provare a salire in sella. In me continuava la paura, insistevo per provare su di un pony. Ma che pony e pony, in un attimo mi ritrovai a cavallo. Non dimenticherò mai l’emozione di quel momento!!! Salendo in sella provai una sensazione particolare: la mia mano fredda a contatto con il corpo del cavallo avvertì un calore pari a quello umano! In seguito emozioni come quella si sono susseguite con grandi e piacevoli soddisfazioni sia sul piano riabilitativo che sul piano sportivo. Andare a cavallo ha migliorato tanto il mio aspetto fisico, attraverso l’ andatura del cavallo, la sua cadenza pari alla cadenza di una normale camminatura umana, ha migliorato e rinforzato la mia stessa tonicità muscolare; riuscendo a rompere e a correggere i miei stessi schemi corporei, legati in maniera condizionata alla mia patologia di handicap. Praticando l’ippoterapia la mia sfera psicologica si è rinforzata, le stesse tecniche e gli stessi comportamenti che ho assunto (assumo) nella semplicità di governare e guidare il cavallo; hanno contribuito a stimolare tutta una serie di attività intellettive, come concentrazione, memoria, stabilità emotiva, tranquillità e fermezza di carattere. Probabilmente ciò che inizialmente poteva essere solo un minimo granellino caratteriale fermo – deciso è stato ulteriormente motivato e spronato, per attingere forza e grinta e superare i tanti ostacoli e obiettivi che mi pongo lungo il percorso di vita. Ciò che mi ha legato a questo tipo di riabilitazione, oltre mia madre che quel pomeriggio quasi mi costrinse ad andare con lei; è anche un’altra persona per me speciale, la mia mitica TERAPISTA-ISTRUITTRICE soprannominata da me Big Ammazzone; che con dedizione infinita è riuscita a tirar fuori tanto da me e dalla mia patologia. Rendendo spesso o quasi sempre esercizi e tecniche di riabilitazione pallosi, duri, faticosi, leggeri, semplici, talvolta divertenti al tempo stesso! Ridendo e scherzando come sempre!!!!!!! Ha creduto in me, e a piccoli passi dopo un intenso percorso riabilitativo,mi ha proiettato in un percorso Sportivo Agonistico grande o piccolo che sia. Mi ha regalato ebbrezze emozionali che credevo lontane da me e dal mio immaginario!! Ho partecipato a diverse gare Nazionali e Interregionali di una certa importanza, ho arricchito il mio bagaglio culturale ed esperienziale; ho avuto modo di confrontarmi e di fare amicizia con ragazzi e ragazze che come me avevano la stessa mia passione e dedizione per lo Sport Equestre. Ragazzi con cui ancora oggi a distanza di anni, legati da un rapporto di amicizia forte, sono in contatto grazie ai mezzi di comunicazione, come sms, email e Facebook. Oggi, quando ripenso a tutto ciò… sono scossa da un brivido di ricordi indescrivibile, lo stesso brivido che ha tracciato i momenti della mia vita più belli. E che in un modo incondizionato, ha continuato ad alimentare in me una piccola fiammella di speranza, tentando un po’ tutte le strade, da poter riuscire a pensare che prima o poi possa rivivere nuovamente gli stessi momenti di allora. Poiché, nonostante tutto gli sforzi da parte mia e da parte di chi mi è stato vicino dando del suo meglio, si è evidenziato che arrivati ad un certo punto si è per forze maggiori impotenti nel superare determinati confini ed è dura. Spesso sentiamo testimonianze di atleti diversamente abili di livello internazionale, che fanno passare che LO SPORT è VITA e INTERGRAZIONE. Ma allo stesso tempo posso affermare da esperienza diretta che c’è esclusione e mancanza di interesse da parte di determinati Organi Federali Centrali, mancato interesse per coloro che non avendo determinati fattori per potere continuare a VOLARE ALTI TRASPORTANDOSI CON SE TUTTI I COLORI DELLA VITA E DELLO SPORT. non gli resta che gettar via la spugna!!!!!!!!!!

Grazie mamma per avermi regalato quel mitico pomeriggio lo porterò sempre con me!!!

Grazie alla mia Istruttrice per avermi donato tanto anche nei gesti più piccoli; gare o non gare, continuerò a sperare o forse solo a sognare ad occhi aperti distesa su di un prato verde circondate da cavalli, LA NOSTRA PICCOLA O GRANDE CARRIERA SPORTIVA.

 

Valentina – 30/07/2014

Non ho tanti specchi in casa, non mi piace specchiarmi, raramente guardo la mia immagine riflessa e se capita lo faccio velocemente, tanto per avere un’immagine d’insieme. Ma quando mi soffermo a guardare mi stupisco del fatto che anche io ho un corpo.

Anna – 03/07/2014

“E’ difficile essere madri di una figlia disabile.

Quando è nata e mi dissero che era femmina, fui felice, avrà i miei occhi, le farò crescere i capelli, le insegnerò a truccarsi, avrà tutti gli uomini ai suoi piedi, sarà bellissima, avrò dei bellissimi nipoti, pensai.

Poi si ammalò, il suo corpo cominciò a deformarsi e la sua psiche divenne fragile. La mia piccola me stessa non avrebbe mai potuto assomigliarmi. Che donna sarei stata io? Madre di una donna non donna del tutto?

E lei chi sarebbe stata? Figlia? Bastone della mia vecchiaia o indelebile errore?!”

Luca – 20/02/2014

“Noi disabili non vogliamo essere guardati quando camminiamo per strada, quello che vogliamo è più visibilità.
Non desideriamo che parliate di noi ma che ci facciate parlare.
Non vogliamo essere ne uguali ne diversi, vogliamo semplicemente Essere.”
Luca

 


Love Affair (2012) from Danilo Sergio on Vimeo.